Sono molti, ormai, coloro che sostengono che il sistema scolastico italiano sia pieno di problemi che vanno risolti. Su questo siamo tutti d'accordo, ma come abbiamo intenzione di agire? Infatti i vari governi che si sono succeduti negli ultimi anni e, di conseguenza, i vari ministri hanno proposto svariate tesi per assicurare un degno futuro a questo sistema. Ma, ogni volta, tutto sembra fallire. E ogni benedetto anno, quando il governo in carica presenta una delle classiche proposte, diamo il via al periodo degli scioperi. No, non vi preoccupate, non voglio condannare la libera protesta degli alunni. Anzi, dinanzi a simili proposte avanzate da parte dei vari governi è giusto che alziamo la voce e che impediamo a queste persone di colpire un sistema, di per se, già alquanto debole. Il problema è che questi politici elaborano delle leggi che sono fuori tempo, inutili e inaccettabili. Tra le tante leggi inutili e dannose possiamo ricordare quelle sui debiti formativi (parlare di cultura con termini commerciali), sul cambiamento dei nomi delle scuole (da medie a scuola secondaria di primo grado) e, dulcis in fundo, quelle per l'uso dei grembiulini. Già, la nostra scuola è talmente efficiente, che un po' di tempo per parlare dei grembiulini si può sempre trovare.
Dopo aver fatto queste prime riflessioni, dobbiamo capire cosa non va, realmente, nel nostro sistema. Secondo me, quasi tutto. Le strutture scolastiche sono fatiscenti, le attrezzature inadeguate o mancanti, gli insegnanti sono malpagati, sempre più alunni vedono l'istruzione come un ostacolo per realizzare i propri sogni e scegliere quale scuola frequentare dopo le "medie" è complicato.
Inoltre anche nelle nostre scuole si sta radicando sempre di più l'idea che se studiamo,non lo facciamo per ampliare la propria mente, ma per guadagnare. Anche nella scuola la misura dell' agire è diventata la moneta. Non pensiamo al fondamentale progresso culturale, ma al progresso economico. Non pensiamo a rendere le persone più intelligenti, ma a farle diventare delle perfette macchine del sistema economico.
Comunque, ritornando alla scuola italiana, credo che dobbiamo imporre un cambiamento radicale.
E' impensabile, per fare un esempio semplice, che nel terzo millennio utilizziamo ancora carta e penna e che il computer sia un mezzo di cui ci possiamo servire solo due ore alla settimana. L' unico modo per fare vera informatica è estendere l' uso del computer a tutte le materie, comprese italiano e matematica. Non sarebbe molto più gratificante vedere ragazzi camminare e andare a scuola con un semplice e-book, sul quale sono salvati i contenuti dei vari libri? Invece ancora camminiamo con delle borse più grandi di quelle dei boys-scouts. Queste varie caratteristiche messe insieme (cioè il parere dei ragazzi sulla scuola e i mezzi utilizzati) aumentano ancora di più le distanze tra gli alunni e lo studio e fanno sembrare l'istruzione un dinosauro con cui combattere ogni giorno.
la scuola, che dovrebbe essere simbolo della cultura, diventa vittima delle problematiche dell' economia. I vari ministri tagliano i fondi e nascondono queste ingiuste decisioni con delle leggi demagogiche. Ultima decisione che non ho affatto gradito è stata quella di stilare una classifica degli atenei. In base a questa classifica vengono premiati quelli migliori e i "peggiori" vengono lasciati nelle precarie condizioni in cui versano. Anche qui hanno badato al guadagno, a quanti soldi produce un ateneo e, naturalmente, i politecnici sono partiti in vantaggio. E quindi hanno premiato l' università come se fosse una industria, come se non dovesse produrre cultura ma soldi.
Ecco, purtroppo, lo scenario desolante al quale gli studenti assistono: governanti incapaci, scarso progresso tecnologico, l'importanza primaria del profitto, mancanza di strutture e programmi poco chiari e sovrapposti tra di loro.
Spero di aver toccato gli argomenti fondamentali e posso concludere dicendo che, fortunatamente, nei numerosi gruppi studenteschi ci sono ancora ragazzi capaci e decisi a difendere e a migliorare il nostro patrimonio più importante, il nostro vero scudo sociale, la scuola. Grazie!
lunedì 27 luglio 2009
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